ROK TROPHY. L’EQUILIBRIO REGNA SOVRANO

14-05-2018   #RokCup #RokTrophy

La prima gara one shot della stagione Rok va in archivio e la 7 Laghi è teatro di un gran bello spettacolo. 5 formidabili vincitori, Kucharczyk, Gaglianò, Luyet, Bertuca e Granelli, hanno battuto avversari tenaci al termine di due giornate di gara, corse all’insegna dell’equilibrio e con qualche emozione aggiuntiva concessa dalla pioggia.
La Mini Rok si conferma la fucina di talenti scelta da Rokker di tutte le nazionalità. Per il Rok Trophy sono scesi in pista Mini Rokker provenienti da ben nove diverse nazioni.
Apprezzato dai piloti è stato, anche, il montepremi, con voucher Vortex, gomme, materiale OMP e trofei.

SENIOR ROK. GAGLIANO’ “MIRA” IL ROK TROPHY
Sino dalle qualifiche si è capito che Giuseppe Gaglianò sarebbe stato il Rokker da battere, ma è stato ben chiaro che il ligure avrebbe avuto avversari di tutto rispetto a contrastarlo, quali: Tanja Muller, Luca Bertonelli e Gaia Cardinali.
Nelle due manche per definire la griglia di partenza della prefinale, il copione è sempre lo stesso, con Gaglianò che è stato attaccato da Bertonelli e Muller, ma sotto la bandiera a scacchi è sempre stato lui a passare per primo.
La prefinale si è sviluppata in modo diverso grazie ad un bel quartetto misto, composta da Gaglianò, Bertonelli e dalle Lady Muller e Cardinali. La bagarre è stata divertente ed incerta e alla fine a spuntarla è stato il giovane Bertonelli, che ha preceduto la grintosa Cardinali, la Muller e Gaglianò.
Prima della finale un violento acquazzone ha imposto ai Rokker di montano gomme rain, ad eccezione della monegasca Cardinali, la quale ha tentato la carta slick.
Allo start è stata micidiale l’azione di Mira, il quale, in poche battute, si è sbarazzato di tutti ed è scappato al comando, conquistando metri preziosi sugli inseguitori.
Dopo metà gara Mira, saldamente in testa, si visto erodere, giro dopo giro, il vantaggio accumulato, ad opera di Gaglianò.
La pista che progressivamente si asciugava ha permesso il recupero di Gaglianò e nelle battute finali la tenace difesa di Mira è stata scardinata ed il primo Rok Trophy se lo è preso Gaglianò.
A Stefano Mira è andata la piazza d’onore e la soddisfazione di essere stato l’uomo della gara, un autentico funambolo nelle condizioni di full wet!
Il podio è stato completato dalla velocissima svizzera Tanja Muller, sempre velocissima in ogni situazione.
I due Expert in gara, Alessandro Granelli e Roberto Grisenti, hanno corso assieme ai Senior e sono giunti in quest’ordine.

JUNIOR ROK. KUCHARCZYK ROMPE L’EQUILIBRIO
Olivier Goethe intuisce meglio dei rivali le condizioni incerte della pista durante le qualifiche e monta gomme slick. La mossa del francese è azzeccata e la pole è sua, davanti a Locatelli, primo tra i piloti con le rain.
Nelle manches, entrambe tiratissimi e dominate da un equilibrio assoluto, è sempre stato Locatelli a spuntarla, guadagnandosi la prima casella al via della prefinale. Al suo fianco si è schierato il polacco “Timo” Kucharczyk ma ad imporsi è stato Valentino Baracco che ha preceduto di pochissimo proprio Kucharczyk.
Al via della finale tutti i Rokker della Junior si sono schierati con gomme slick, nonostante la pista presentasse qualche zona ancora bagnata.
Allo start sono stati Baracco e Locatelli a scappare, in condizioni di aderenza precarie, ed al terzo posto è balzato Filippo Rubiolini, apparso molto brioso nell’arco di tutto il weekend.
Nella parte centrale di gara Luca Bianchi è salito al comando della corsa e ha preso un buon margine, dando l’impressione di potercela fare.
Kucharczyk, dopo una prima fase di gara in sordina ha preso la situazione in pugno e messo in fila giri veloci e sorpassi, riportandosi nella scia del leader Bianchi. Il sorpasso è arrivato inesorabile e Kucharczyk ha messo le mani sul titolo, mentre Baracco ha colto il secondo posto mettendo a segno un sorpasso in extremis su Bianchi e regolando un gruppetto composto da Trulli e Locatelli.

MINI ROK. NESSUNO FERMA BERTUCA
Cristian Bertuca e lo sloveno Lukas Malek sono stati i mattatori delle manches e si sono schierano in prima linea in prefinale, seguiti da altri protagonisti quali: il britannico Coskun Irfan, il peruviano Rafael Modonese, Francesco Marenghi e l’argentino Francisco Soldavini.
In prefinale Bertuca si è confermato lasciandosi alle spalle una gran bagarre, ma il giovane italiano è in finale che ha compiuto la sua prestazione migliore.
Partito dalla prima posizione, Bertuca, non ha esitato ed è scappato velocissimo verso il successo, portandosi a casa anche il best lap.
Alle spalle del dominatore la gara è stata avvincente con Marenghi, Irfan, Abbate e Malek che si sono scambiati le posizioni senza risparmiarsi. Soltanto nelle fasi finali della gara il quartetto in lotta per il podio si è assottigliato e sono rimasti Marenghi e Malek a confrontarsi, giungendo in quest’ordine sotto la bandiera a scacchi.
Cristian Berduca è salito sul gradino più alto del podio da autentico dominatore.

SHIFTER. LUYET TRA GLI ITALIANI ORENGO E DI BARI
Samuel Luyet va in pole ma per lo svizzero il percorso verso la vittoria nel Trophy non è stato affatto agevole.
Soprattutto in prefinale sono stati Orengo e Di Bari che hanno messo in difficoltà Luyet, battendolo in condizioni di precaria aderenza. Infatti la prefinale è scattata con l’asciutto ed è terminata sotto un diluvio (interrota in anticipo). In queste condizioni, quando i Rokker sono stati chiamati a correre le ultime battute di gara con le slick sulla pista bagnata, è stato Orengo che è scappato verso la vittori e Di Bari si è preso la seconda piazza assestando un bellissimo sorpasso su Luyet.
In finale Luyet si è portato al comando con Orengo e, inizialmente, Di Bari che lo hanno tenuto sotto controllo. All’arrivo Luyet ha salutato il successo con Orengo non lontano, anche se quest’ultimo ha subito una penalizzazione di dieci secondi.
Al netto delle penalizzazioni il podio è stato identico a quanto visto in pista, con Luyet campione del Rok Trophy 2018, seguito da Orengo e Di Bari.

CLASSIFICHE:

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