ROK CUP ITALIA, ROUND 6 - Il resoconto delle gare

04-07-2022   #RokCupItalia2022

Per la seconda volta in questa stagione, la ROK Cup Italia torna al South Garda Karting di Lonato per il sesto round stagionale, questa volta per un appuntamento speciale in notturna, con gare in programma a partire dal pomeriggio, per proseguire fino alla notte, grazie alla pista illuminata dalle luci artificiali.
Al termine della giornata, sono emersi i seguenti leader provvisori di campionato: Shen Zeyu (Mini ROK), Jentile Mattia (Junior ROK), Grzywacz Bartosz (Senior ROK), Chiari Marco (Expert ROK), Ianniello Riccardo (Super ROK), Rossini Nicola (Shifter ROK).

Mini ROK
Come sempre le gare della Mini ROK, per merito anche dei motori a sorteggio forniti da Vortex, tutti con prestazioni identiche, offrono graduatorie sul filo del millesimo e battaglie emozionanti fino all’ultima curva.

Fin dalle qualifiche emerge in testa alla classifica Vivek Kanthan, in pole position con il miglior tempo di 54.571 secondi, 39 millesimi più veloce rispetto a Nicolò Carrara, secondo. Maxim Becker agguanta la terza posizione, seguito da Fabio Ferlicca, quarto, da Anh Tu Ranghetti, quinto, e da Qarrar Firhand, sesto. Shen Zeyu e Francesco Koci occupano la quarta fila, mentre Riccardo Repetto e Massimo Farro s’installano in quinta fila. La classifica prosegue con Stefano Zamponi, Lorenzo Coletto, Saadie Rito Sini Olivieri, Luca Muzzolon, Christian Alfonso, Evan Moussavi, Gabriele Iacomelli, Manuel Ranica, Christian Romeo, Ghibran Raditya Febrian, Micah Vino Satrio, Maximilian Pilch, Lorenzo Bruni, Oskar Baron, Alberto Masotto, Alessandro Pellegrino e Samuele Sottile.

In Gara 1, Kanthan gestisce al meglio la partenza e tiene il comando dopo le prime curve, con Becker, Ranghetti e Zeyu nelle posizioni immediatamente successive. Tuttavia, un incidente nelle retrovie al 2° giro obbliga la direzione gara a imporre il regime di “slow” per diversi giri, finché - al termine del 7° passaggio - la corsa riprende normalmente. Con solo 3 giri ancora a disposizione, la battaglia per le prime posizioni si accende, ma questo non impensierisce il leader Kanthan, in grado di assicurarsi la vittoria davanti a Becker. Firhand recupera tre posizioni rispetto al via e raggiungere il terzo posto, davanti a Zeyu, Romeo, Repetto, Koci e Zamponi, mentre un contatto tra Ranghetti e Carrara costringe entrambi al ritiro.

In Gara 2, Zamponi sfrutta perfettamente la pole position, conquistata per effetto dell’inversione di griglia rispetto ai risultati di Gara 1, e tiene a bada nelle prime curve Repetto, Koci, Muzzolon, Zeyu, Romeo e Kanthan. Zamponi guadagna velocemente un buon margine sugli inseguitori. Al secondo giro emerge dal gruppo Kanthan che, in poco tempo, raggiunge il leader della gara. Kanthan trova il sorpasso su Zamponi nel corso del 5° passaggio, però l’italiano non lascia scappare il rivale. Nel decisivo ultimo giro, Zamponi prova il sorpasso, ma Kanthan risponde immediatamente e passa per primo sotto la bandiera a scacchi. Zeyu ottiene il gradino più basso del podio, precedendo sul traguardo Romeo, Firhand, Repetto, Muzzolon e Carrara, quest’ultimo partito dal fondo dello schieramento.

Junior ROK
Come sempre lunga e di valore la entry list della Junior ROK, con 48 piloti pronti a darsi battaglia in pista.

Proprio per via delle tante iscrizioni, le qualifiche sono divise in due sessioni che determinano i tre gruppi che si affrontano nelle qualifying heat, al termine delle quali i primi 36 in classifica accedono alla finale. Il più veloce in assoluto nelle prove cronometrate è Mattia Jentile, con un tempo di 49.291 nel gruppo 2, mentre Aleksander Jelen precede tutti nel gruppo 1, ma con il riferimento di 49.576 risulta secondo nella classifica combinata. Filippo Tornaghi centra il terzo posto, con Tiziano Kuzhnini quarto, Zhenrui Chi quinto, Griffin Peebles sesto, Filippo Parmeggiani settimo e Giacomo Pedrini ottavo. Scorrendo la classifica, troviamo, in quest’ordine, Aleksander Wojcicki, Nicolas Marchesi, Francisco Paredes Altamirano, Pietro Santese, Andrea Caterisano, Giacomo Maman, Massimo Cannizzo, Marlon Di Salo, Adrian Matteo Martinz, Kimi Rae Fitriansyah, Colin Wunthenberger, Giacomo Pegazzano Ferrando, Luca Perelli, Vegard Klemetsen, Kiana Naude, Gabriele Forti, Moritz Korbelik, Nicolò Coppotelli, Guido Bruno Bidoli, Jacob Micallef, Simon Mayer, Ettore Sanesi, Luigi Pace, Alessandro Cocozza, Alessandro Antonelli, Riccardo Moreni, Patrick Fraboni, Kimi Karakilic, Riccardo Tarsi, Davide Bodellini, Thomas Baldassarri, Lorenzo Brunetti, Giulio Mazzolini, Davide Pretosi, Kyle Micallef, Matteo Lysyshyn Fratini, Anna Filotto, Simone Donchi, Andrea Thej e Nico Deutsch.

Con due vittorie su due gare, Jentile si conferma in testa alla classifica al termine delle manche eliminatorie e si assicura la pole position per la finale. Peebles è autore di due secondi posti ed è quindi secondo anche sulla griglia di partenza della finale, con Tornaghi che si conferma terzo. Parmeggiani ottiene la quarta posizione, seguito da Pedrini, Maman, Caterisano, Chi, Santese e Klemetsen a chiudere la Top 10.

In finale, Jentile viene sopravanzato da Peebles e Maman che trovano il varco necessario per mettersi alle spalle l’autore della pole. Al 2° giro, Maman sorpassa anche Peebles e sale al comando, con l’australiano che perde anche la seconda posizione a vantaggio di Jentile. La corsa diventa presto un affare a due tra Maman e Jentile, con quest’ultimo che rimane saldamente incollato al compagno di squadra senza, però, tentare l’attacco. È all’ultimo giro che Jentile rompe gli indugi e infila Maman a poche curve dal traguardo, ma quest’ultimo non molla la presa e, all’ultimo tornante, lo accompagna sull’erba per poi andare a vincere la corsa. Parmeggiani, nel frattempo salito al terzo posto, approfitta del contatto tra Maman e Jentile e fa sua la seconda posizione, con Jentile terzo, Tornaghi quarto, Chi quinto e Peebles sesto. Ma non è finita qui perché, al termine della gara, Maman è sanzionato di 10 secondi per l’azione finale su Jentile, mentre Parmeggiani riceve 5 secondi di penalità per lo spoiler frontale in posizione non corretta. La classifica vede quindi Jentile sul gradino più alto del podio, con Tornaghi e Chi rispettivamente secondo e terzo. Peebles è promosso al quarto posto davanti a Parmeggiani, mentre Maman scivola ottavo.

Senior ROK
“Overbooking” anche per la Senior ROK che, con i suoi 43 iscritti, deve dividere le qualifiche in due sessioni che determinano tre gruppi di concorrenti pronti a disputare le qualifying heat: l’accesso alla finale è quindi consentito ai migliori 36 piloti dopo le manche. Nelle prove di qualificazione svetta Bartosz Grzywacz con un tempo di 48.515, registrato nel gruppo 2, mentre David Locatelli è secondo con il miglior riferimento di 48.651, nel gruppo 1. Lorenzo Bedetti si classifica terzo, seguito da Manuel Scognamiglio, Federico Desiderio, Davide Larini, Nicole Ameglio e Leonardo Megna. La graduatoria generale continua con Alexander Panaev, Alvise Rodella, Paolo Dung Pastori, Simone Taccola, Marco Dianda, Luca Bettoni, Matteo Adami, Samuele Di Filippo, Alfredo Chiozzone, Michael Bartoszuk, Riccardo Nidasio, Matteo Puppo, Riccardo Monti, Gianmarco Cortopassi, Diego Faé, Davide Pierozzi, Malik Bintang Alisyahbana, Lorenzo Rubes, Ludovica Miceli, Keanan Sini, Edoardo Prioglio, Edoardo Sabatino, Edoardo Montoro, Mattia Chiurato, Tobias Miroslav Rocca, Matteo Zaffarano, Michael Alessandro Di Piazza, Rebecca Guarguaglini, Auriol Ibrahim Sofian, Matteo Bellandi, Leandro Virga, Michele Zampieri, Federico Potena, Victor Renè Gelindo Mele e Gabriele Cucinotta.

Nessun errore da parte di Grzywacz nelle manche eliminatorie, con il polacco saldamente in prima posizione con due vittorie. Locatelli conquista una vittoria, ma nell’incontro in pista che lo mette di fronte a Grzywacz termina secondo e rimane alle sue spalle anche in classifica generale. Scognamiglio guadagna il terzo posto, con Megna quarto e Desiderio quinto. La Top 10 è completata da Rodella, Taccola, Dianda, Di Filippo e Larini.

In finale, partenza perfetta per Grzywacz, che scatta dalla pole position, e subito inseguito da Scognamiglio, mentre Desiderio s’installa al terzo posto davanti a Locatelli. Ma nelle fasi successive è Megna a issarsi terzo, davanti a Locatelli, Rodella e Desiderio. Tuttavia, l’azione in pista dura poco perché al 3° giro, a causa di un incidente multiplo nelle retrovie, intervengono le bandiere gialle su tutto il tracciato a decretare il regime di “slow”. Solo al termine del 9° giro la corsa può riprendere e, proprio da quel momento, è Locatelli a scatenarsi: prima infila con un doppio sorpasso Scognamiglio e Megna, approfittando del loro duello, e dopo pochi passaggi raggiunge e sopravanza anche il leader della gara Grzywacz. Locatelli vola in solitaria verso la vittoria, con 2.336 secondi di vantaggio sul secondo classificato, Grzywacz, mentre Scognamiglio riesce a tenere testa a Megna per l’ultimo posto disponibile sul podio. Rodella chiude quinto, davanti a Di Filippo, Larini, Bettoni, Pastori e Ameglio, mentre Desiderio termina anzitempo la finale.

Expert ROK
Cambia il vento nella Expert ROK che vede fin da subito svettare il nome di Tino Donadei al posto di quello dei soliti protagonisti della categoria. Donadei, infatti, sigla subito la pole position nella sessione di qualifiche, con un tempo di 49.615. Per questione di pochi centesimi, Paolo Baselli chiude in seconda posizione, seguito dal leader di campionato Marco Chiari e da Fabio Cretti in seconda fila. Davide Gherardi e Gianluca Todeschini occupano rispettivamente il quinto e il sesto posto, seguiti in classifica da Pier Giuseppe Di Landro, Alberto Franchini, Roberto Pelanconi, Riccardo Pedrola e Gianluca Rubiolini.

In Gara 1, Donadei è perfetto alla partenza e mantiene saldamente il comando dopo la prima curva, seguito da Chiari e Gherardi, invece Baselli perde diverse posizioni e scende all’ottavo posto. Donadei dimostra fin da subito di avere un ritmo superiore al resto del gruppo e inizia a guadagnare un vantaggio rassicurante sul primo inseguitore Chiari, mentre Gherardi difende il terzo posto da Todeschini, Cretti e Baselli. Proprio Baselli riceve una penalità di 10 secondi dalla direzione gara, ma questo non gli impedisce di risalire fino al terzo posto dopo la metà di gara. Chiari si ritrova Baselli alle proprie spalle e non riesce a contenerlo, cedendogli la seconda posizione. La bandiera a scacchi sancisce la vittoria di Donadei, mentre Baselli chiude secondo davanti a Chiari; però, la penalizzazione retrocede Baselli al quinto posto, promuovendo di conseguenza Chiari secondo, Gherardi terzo e Cretti quarto.

In Gara 2, arriva un colpo di scena ancor prima del via perché Pelanconi, in pole position, rimane fermo a parco chiuso e, di fatto, è costretto a partire dal fondo dello schieramento. Allo spegnersi dei semafori, è Pedrola a balzare al comando, con Franchini, Baselli, Gherardi e Cretti subito dietro, dopo la prima curva. Passa un giro ed è Gherardi a prendere le redini della corsa, mentre Pedrola lascia passare anche Cretti, Chiari, Donadei e, poco dopo, anche Baselli. Donadei e Baselli si rendono protagonisti nei passaggi successivi perché, velocemente, si issano rispettivamente al primo e al secondo posto e così concludono anche sul traguardo finale. Chiari ottiene invece la terza posizione, con Gherardi quarto e Cretti quinto, ma nel post-gara riceve una penalità di 5 secondi per lo spoiler frontale in posizione non corretta e perde il podio, a vantaggio di Gherardi e Cretti, promossi terzo e quarto.

Super ROK
Weekend movimentato e ricco di sorprese nella Super ROK, la categoria più performante dei kart monomarcia della ROK Cup Italia.

Seconda pole position consecutiva e terza in questa stagione per Riccardo Ianniello, primo con un tempo di 48.110 e di poco più veloce rispetto a quello fatto registrare da Daniele Federici, che stampa un 48.139. Ruben Wang To Yip debutta in campionato con un solido terzo posto, precedendo Lynn Neuhaus in quarta posizione. Manuel Gritti si prende la quinta posizione, seguito da Gaia Cardinali, Tommaso Nonini, Maximilian Tarillion, Elliot Shaw, Riccardo Cocozza, Sachel Rotge, Chiara Bolognini e Matthew Bugeja.

In Gara 1, Ianniello scatta bene dalla prima posizione e mantiene il comando davanti a Federici e Neuhaus. Dietro ai primi tre, Cardinali precede nelle prime curve Wang To Yip, ma quest’ultimo riesce a prendersi la quarta posizione sulla monegasca. In successione, anche Tarillion e Gritti trovano ragione su Cardinali, che scende al sesto posto al termine del 2° giro. Davanti, Federici rimane incollato al leader Ianniello, finché al 3° passaggio trova lo spazio necessario per sorpassarlo e portarsi in prima posizione. Ianniello non demorde e riesce a restare vicino a Federici per il resto della gara, ma in volata sotto la bandiera a scacchi vince Federici per appena 68 millesimi di vantaggio. Neuhaus controlla a sua volta Wang To Yip per tutto il tempo e i due chiudono rispettivamente al terzo e al quarto posto, con Gritti, Tarillion e Cardinali che terminano nelle posizioni immediatamente successive. Nelle verifiche post-gara, però, Neuhaus e Gritti sono squalificati perché trovati sottopeso, promuovendo Wang To Yip al terzo posto.

In Gara 2, Cocozza sfrutta al meglio la pole position e rimane davanti alla prima curva, ma Shaw non attende molto e si porta immediatamente al comando. Nel frattempo, Ianniello sale fino alla terza posizione e, nel corso del 4° giro, trova il sorpasso su Cocozza che gli consegna il momentaneo secondo posto. Ianniello cerca di recuperare terreno sul leader della corsa Shaw, che però mantiene un margine rassicurante di diversi secondi sul proprio inseguitore e transita in solitaria sotto la bandiera a scacchi. Tuttavia, una penalità di 5 secondi per lo spoiler frontale in posizione non corretta arretra al secondo posto Shaw e consegna la vittoria a Ianniello. Wang To Yip sale sul gradino più basso del podio, davanti a Cardinali, Gritti, Neuhaus e Cocozza, sceso all’ottavo posto.

Shifter ROK
La Shifter ROK, la categoria dei kart dotati del cambio, regala come sempre uno spettacolo unico.

Gabriele Bensi gioca d’esperienza in qualifica e registra il miglior tempo della sessione: 47.351 il suo tempo, quanto basta ad assicurargli la pole position. Federico Mascialino conquista, invece, il secondo posto, con Karol Czepiel terzo e Davide Cugini quarto. Andrea Zemin conclude le prove in quinta posizione, seguito da Fabrizio Morardo, Mattia Rossetti, Nicola Rossini, Domenico Cicognini e Alessio Foresto. In ordine di classifica, troviamo al via anche Alessandro Lizio, Dennis Menegatti, Fedele Semerano, Massimiliano Pezzucchi, Manuel Daziano, Lorenzo Ripamonti, Daniele Demartis, Marco Acquarella, Alessandro Tagliacollo, Marco Chiarello, Victor Martin Odin, Matteo Roveri e Andrea Pietro Tronconi.

In Gara 1, ottimo lo spunto per Bensi dalla pole position, “imitato” qualche posizione più indietro da Cugini che però torna subito dopo al quarto posto dopo la bagarre delle prime curve, con Czepiel e Zemin che hanno la meglio su di lui, e si piazzano rispettivamente al secondo e terzo posto. Bensi ne ha di più rispetto ai propri avversari e porta subito a  secondi il proprio vantaggio su Zemin, nel frattempo salito al secondo posto. Dietro ai primi due, si scatena un’avvincente battaglia tra Czepiel, che ha rimediato una penalità di 5 secondi dai giudici di gara, Rossini, passato al quarto posto, Cugini, Mascialino, Foresto e Menegatti. Dopo 18 giri, Bensi taglia trionfante il traguardo, con Zemin secondo, distaccato di 2.667. Czepiel riesce invece a tenere dietro Rossini, Mascialino, Foresto, Menegatti e Lizio, ma la sanzione lo arretra in ottava posizione, con Rossini promosso sul podio.

In Gara 2, Lizio sfrutta perfettamente la partenza dalla prima fila e si porta subito al comando, con Menegatti, Foresto, Zemin, Rossini, Bensi e Morardo subito alle sue spalle. Lizio rimane saldamente davanti a tutti fino a metà gara, quando lo scatenato Zemin, fattosi largo nei giri precedenti, trova il sorpasso sul leader della corsa, emulato dopo poche curve anche da Bensi. Zemin, contrariamente a quanto successo nei due precedenti round, non riesce a scrollarsi di dosso gli avversari. Anzi, Bensi rosicchia a ogni passaggio decimi preziosi. La volata finale premia però Zemin di appena 67 millesimi su Bensi, mentre Foresto conclude terzo davanti a Lizio e Rossini. La classifica, tuttavia, subisce un cambiamento a motori spenti, con Bensi penalizzato di 5 secondi per lo spoiler frontale in posizione non corretta. Foresto, Lizio e Rossini sono così promossi di una posizione, mentre Bensi scende al quinto posto.

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