ROK Cup Italia, round 7 - Il resoconto delle gare
Per la seconda volta in questa stagione, la ROK Cup Italia fa di nuovo capolino al Franciacorta Karting Track di Castrezzato (BS) per il settimo appuntamento di campionato. Numerosi sono i piloti che si sono contesi il primato nelle sette categorie protagoniste in pista. Al termine del weekend sono emersi i seguenti leader di campionato: Milan Romano De Ruit (Mini ROK U10), Ghazi Almekdad (Mini ROK), Blazej Kostrzewa (Junior ROK), Riccardo Salemi (Senior ROK), Andrea Sorbello (Expert ROK), Giuseppe Gaglianò (Super ROK) e Marco Chiarello (Shifter ROK).
Mini ROK U10
Un nome su tutti spicca nella MINI ROK U10.
Zev Godschalk parte con il piede giusto in qualifica, ottenendo la pole position in 57.192 secondi. Miguel Spina guadagna la seconda posizione, precedendo Leon Giudicelli, terzo, e Ryszard Kocik, quarto. Alessandro Puppo e Christian Harron occupano rispettivamente il quinto e il sesto posto, con Aiden Moreira settimo, Gaspard Fauchet ottavo, il leader di campionato Milan De Ruit nono e Max Santana decimo. La classifica prosegue con Enrico Ticianelli, Nicolò Zagatti, Yanchen Yuan, Jakub Mizera, Ludovico Maietti, Antonio Salerno, Ianis Shabani, Nelson Luis Cabrera Mondello, Konstantin Kaczmarczyk, Gabriel Mara Varon, Iurii Danyliak, Nao Bendjedia, Pietro Zera, Anna Makolm, Giacomo Pozzoni, Pietro Cimieri, Franciszek Kijak, Mikhail Zanochkin, David Domanov, Andrea Baraggi, Eitan David Yudelson, Romeo Ferrante, Elias Kaya e Maksym Oleshchuk.
Nella prefinale, Godschalk guida la corsa fin dai primi istanti, con Giudicelli e Kocik che si stabiliscono rispettivamente in seconda e terza posizione, davanti a Spina, retrocesso al quarto posto. I quattro formano presto un gruppo compatto al comando, ma vengono raggiunti pochi giri più tardi da De Ruit e, nelle battute conclusive, da Santana e Maietti. Grazie a un’ottima gestione di gara, Godschalk transita per primo sul traguardo, mentre Giudicelli si aggiudica in volata il secondo posto davanti a Kocik, terzo, De Ruit, quarto, Santana, quinto, e Spina, sesto. Maietti è settimo, davanti a Ferrante, Zagatti e Makolm.
Nella finale, Godschalk è nuovamente autore di un’ottima partenza, al contrario di Giudicelli, costretto a chiudere il giro d’apertura alle spalle di Kocik, De Ruit e Santana. La leadership della gara diventa presto un affare riservato a Godschalk e Kocik, mentre Giudicelli guadagna il terzo posto e tenta di riavvicinarsi ai primi due. Dimostrando ancora una volta grande freddezza quando è in testa alla corsa, Godschalk vince davanti a Kocik per soli 0.084 secondi. Giudicelli sale sul gradino più basso del podio, mentre De Ruit, quarto, batte in volata Ferrante, Santana, Maietti e Spina. La top-10 si chiude con Makolm e Zagatti.
Mini ROK
La Mini ROK si decide con una volata finale mozzafiato.
La qualifica risulta subito combattuta, con Mateo Gomez in pole position con un tempo di 56.338 secondi, capace di precedere di soli 0.037 secondi Aleksander Pelikanski, secondo, e di 0.053 secondi Mathias Drexler, terzo. Ryan Di Munno e Ghazi Almekdad, separati da appena 0.002 secondi, occupano rispettivamente il quarto e il quinto posto, davanti a Sofia Rudenko, sesta, Mattia Pellin, settimo, e Pawel Markowski, ottavo. Filippo Frigerio e Leo Kralev sono nono e decimo, con alle loro spalle Johannes Buchhammer, Thomas Ometto, Emma Gatto, Sebastian Schirripa, Nathan Lotrionte, Michal Lepczynski, Lola Mukhammadiyev, Iker Castro, Murilo Dominguez, Aleksander Nowakowski, Dorian Bazzoli, William Morta, Matteo Meni, Samuel Dal Pozzo, Raphael Sighel, Dominic Vera, Antonio Martin, Antoni Brokos, Ruben Sagoo, Massimo Barlocco, Massimo Cammunci, Stanislav Slivinskyi, Andrea Chardonnet, Francesco Sarzina e Edouard Ruget.
Nella prefinale, Gomez si porta al comando nelle prime fasi, ma è subito costretto a difendersi dagli attacchi di un agguerrito gruppo di inseguitori, principalmente formato da Almekdad, Drexler e Pelikanski. Tra questi, è Pelikanski a guidare buona parte della gara, finché, negli ultimi giri, ha inizio uno serrato scambio di leadership. La corsa si decide in volata, con Almekdad che ha la meglio su Drexler per 0.043 secondi e su Pelikanski per 0.058 secondi, mentre Di Munno e Gomez seguono immediatamente alle loro spalle. Rudenko è sesta, davanti a Pellin, Kralev e Frigerio, con Ometto decimo.
Nella finale, Almekdad sceglie la linea esterna allo start e si porta subito davanti, con Pelikanski e Drexler alle sue spalle. Nei giri successivi, il duello si concentra tra Almekdad e Pelikanski, con il polacco sempre vicino in attesa del momento giusto per attaccare. Il sorpasso arriva a due giri dal termine, ma la manovra consente a Drexler di riavvicinarsi. All’ultima curva, Drexler infila sia Pelikanski sia Almekdad e taglia per primo il traguardo, davanti al compagno di squadra e all’austriaco. Dietro di loro, Frigerio e Pellin conquistano il quarto e quinto posto, precedendo Rudenko e Meni, mentre Di Munno, Kralev e Ometto seguono nelle posizioni successive.
Junior ROK
La Junior ROK festeggia un nuovo vincitore in questa stagione.
Dopo i successi ottenuti negli ultimi due appuntamenti, Adrian Potepa ottiene per la prima volta in campionato la pole position, con un tempo di 50.409 secondi fatto registrare nel gruppo 1 delle qualifiche. Tommaso D’Ambrosio, il più rapido nel gruppo 2 in 50.522 secondi, si posiziona secondo, mentre David Moscardi, a +0.011 secondi dal tempo di Potepa, è terzo nella classifica combinata. Leonard Wcislo è quarto, davanti al leader di campionato Blazej Kostrzewa, quinto, Elias Boullier, sesto, Mia Zanki, settima, Marco Pozzoni, ottavo, Simone Seveso, nono, e Borys Blaszczyk, decimo. A seguire troviamo Leonardo De Grandi, Karol Kostur, Mikolaj Gawlikowski, Nicolò Poli, Eryk Marona, Iven Ammann, Patrick Bissa, Valerio Santini, Alessandro Gorini, Daniel Ivanov, Platon Kovtunenko, Axel Gore, Gabriele Giribaldi, Giada Vanigioli, Alex Volkmer, Matias Dominguez, Jessica Calleja, Wolf Peer, Romeo Epifanio, Kayo Cera, Michal Zajac, Simone Mercati, Vasco De Vito, Nicholas Bertolani, Carlo Pongratz, Tommaso Pomoni, Antoni Kijak, Kira Maistrenko, Fabio Pappalardo, Rudy Koka, Louis Pachleitner, Gabriele Castelmani, Filipp Zhurbenko e Ilias Mitaki.
Al termine delle qualifying heat, a emergere in vetta alla graduatoria è Moscardi, capace di collezionare due vittorie. Potepa chiude la prima manche al secondo posto e vince la seconda, attestandosi al secondo posto nella graduatoria. Con due terzi posti, Pozzoni guadagna la terza piazza, con D’Ambrosio, Wcislo e Kostrzewa a seguire. Kovtunenko sale di 17 posizioni ed è settimo. Anche Gawlikowski, Bissa e De Vito accedono alla top-10, con quest’ultimo in grado di scalare ben 23 posizioni, mentre Boullier retrocede al 27° posto.
Nella finale, Moscardi sfrutta al meglio la pole position per rimanere al comando, con Pozzoni e D’Ambrosio abili a guadagnare il secondo e il terzo posto. I tre piloti italiani restano vicini nelle prime fasi, fino a quando Moscardi aumenta il proprio passo. Nel frattempo, Potepa si riavvicina al gruppo. Proprio il polacco si rende protagonista nelle fasi centrali, sorpassando prima D’Ambrosio e poi anche Pozzoni, portandosi in seconda posizione e tentando di ricucire il distacco da Moscardi. Il leader controlla il rientro di Potepa, precedendolo sotto la bandiera a scacchi. Alle loro spalle, Pozzoni battaglia con Kostrzewa, Kovtunenko e Zanki, conquistando l’ultimo gradino del podio. Gawlikowski chiude settimo, mentre D’Ambrosio è ottavo, anche a seguito di un precedente contatto con Pozzoni. Seguono Wcislo e Bissa.
Senior ROK
La Senior ROK mantiene lo stesso punto di riferimento per tutto il weekend.
Come accaduto nello scorso appuntamento di campionato, Riccardo Salemi ottiene la pole position in qualifica. L’italiano, con un tempo di 48.734 secondi, precede il polacco Colin Wazny, secondo, e lo sloveno Nik Sculac, terzo. Valerio De Gaetano occupa il quarto posto, davanti a Simone Taccola, quinto, e a Oskar Hildebranski, sesto. Riccardo Brangero e Cristian Romeo sono rispettivamente settimo e ottavo, mentre Iwo Beszterda e Giovanni Polato chiudono la top-10. Alle loro spalle si posizionano Samuele Di Filippo, Stefano Zamponi, Aleksander Rogowski, Luca Perelli, Selina Baum, Andrea Thej, Luca Baggioli, Christos Chatzis, Ludovica Miceli, Elia Galvanin, Francesca Pietrini, Noemi Pradier, Michal Czyzewicz, Piotr Protasiewicz, Denis Todorov, Zhivko Bostandzhiev, Rikardo Bakaj, Alessandro Cocchi, Ewa Banach, Nikodem Osiecki, Plamen Teliyski, Matteo Marchioni, Sebastiano Cecchini e Jakub Kazana.
Nella prefinale, Salemi è in testa dopo le prime curve, seguito da Taccola, Sculac e Brangero, sebbene quest’ultimo sia successivamente costretto a lasciare spazio a Wazny, Beszterda e De Gaetano. Salemi mantiene un buon margine sugli inseguitori, fino a quando Wazny sale in seconda posizione: l’italiano approfitta della bagarre per iniziare ad aumentare il proprio vantaggio. Senza particolari problemi, Salemi coglie la vittoria, con Wazny secondo e Sculac terzo. Taccola chiude quarto, precedendo di poco Brangero, quinto, mentre Romeo chiude sesto, davanti a Rogowski, De Gaetano, Polato e Beszterda.
Nella finale, Salemi parte nuovamente bene al via, seguito da Sculac, Wazny e Brangero. Rispetto alla prefinale, Brangero ha un passo migliore e, al secondo giro, guadagna la seconda posizione, senza tuttavia riuscire, nelle fasi successive, a ridurre il gap dal leader Salemi. Romeo e Wazny entrano in contatto, con l’italiano che riesce a ripartire e il polacco costretto al ritiro. Poco dopo, anche Taccola e De Gaetano sono protagonisti di un incidente che mette fuorigioco entrambi. La bandiera a scacchi sancisce la vittoria di Salemi, davanti a Brangero, secondo, mentre alle loro spalle la lotta per il terzo posto premia Rogowski, capace di battere Beszterda e Sculac. Hildebranski, Perelli, Protasiewicz, Baggioli e Di Filippo chiudono in top-10.
Expert ROK
La Expert ROK vede un protagonista assoluto a Franciacorta.
Per la quarta volta in questa stagione, la pole position in qualifica va nelle mani di Marco Massironi, autore di un tempo di 49.512 secondi. Alessandro Viganò insegue in seconda posizione, con Daniel Zajac e Andrea Sorbello alle sue spalle, rispettivamente in terza e in quarta. Paolo Baselli guadagna il quinto posto, precedendo Michele Zampieri, sesto, Adrian Marcinkiewicz, settimo, Gianluca Todeschini, ottavo, Marco Nannavecchia, nono, e Marzio Cavini, decimo. Completano la graduatoria Cristian Gautier, Marco Beretta e Gianluca Rubiolini.
Nella prefinale, Massironi scatta bene al via e resta al comando, con Zajac capace di infilarsi in seconda posizione davanti a Viganò e Baselli. Al secondo giro, Viganò si riprende la seconda posizione passando Zajac, ma nei giri successivi non riesce a ridurre lo svantaggio da Massironi, anzi, il gap che li divide aumenta. Al termine dei 12 giri in programma, Massironi si impone, con Viganò secondo e Sorbello terzo, dopo essere riuscito a passare Zajac e Baselli. Marcinkiewicz, Zampieri, Gautier, Todeschini e Rubiolini seguono in classifica.
Nella finale, Massironi si porta subito al comando, con Sorbello e Viganò a occupare il secondo e il terzo posto. Inizialmente Sorbello prova a impensierire il leader, tuttavia è poi costretto a cedere la posizione a Viganò e a difendersi dagli attacchi di Zajac. Ne approfitta Massironi, che aumenta sensibilmente il proprio vantaggio e vola indisturbato verso la vittoria. Viganò e Sorbello salgono sul podio, davanti a Zajac, Marcinkiewicz, Todeschini, Gautier, Zampieri, Baselli e Nannavecchia.
Super ROK
Nessun risultato scontato nella Super ROK.
Manuel Gritti sorprende tutti in qualifica. Il pilota italiano centra la pole position grazie a un tempo di 48.286 secondi, di soli 0.018 secondi migliore rispetto a quello fatto registrare da Giuseppe Gaglianò, secondo classificato. Nikola Nikolic si posiziona terzo, davanti a Nicholas Reino, quarto, Matteo Peruccio, quinto, e Zachary Taylor, sesto. Giulio Mazzolini, Michael Müller, Rayan Carré e Francesco Koci occupano anch’essi un posto in top-10, precedendo Luca Luongo, Alessandro Zini, Vittorio Maria Russo, Mattia D'Abramo, Matteo Lazzarotto, Nicolò Coppotelli, Mariachiara Nardelli, Alberto Masotto, Riccardo Cirelli, Matteo Infantino, Fabio Silvestri, Chiara Bolognini, Matteo Bellandi, Andrea Saporiti, Federico Zanetti, Shai Derungs e Mirko Graziani.
Nella prefinale, Gritti resta al comando dopo il via, seguito da Peruccio, Nikolic, Gaglianò e Mazzolini. Nel corso dei giri successivi, è Gaglianò a cambiare ritmo: si porta rapidamente in seconda posizione, pressa Gritti nelle fasi centrali e prende il comando a quattro passaggi dal termine. Gaglianò conquista così il successo davanti a Gritti, mentre Peruccio completa la top-3. Alle loro spalle si inseriscono Carré, Nikolic e Müller, seguiti da Koci, Mazzolini, Taylor e Russo.
In finale, Gaglianò ha un ottimo spunto alla partenza, al contrario di Gritti che perde parecchie posizioni. A inserirsi al secondo posto è quindi Peruccio, davanti a Nikolic e Carré. Gaglianò si limita a gestire il vantaggio, mentre alle sue spalle la lotta resta molto serrata. Carré riesce a salire al terzo posto negli ultimi giri e, dopo un contatto, supera anche Peruccio per il secondo posto. La corsa si conclude con la vittoria di Gaglianò, mentre Carré riceve tre secondi di penalità per il contatto con Peruccio e scende in sesta posizione. Nikolic guadagna così il secondo posto, con Peruccio terzo, Gritti quarto e Mazzolini quinto. Müller è settimo, davanti a Zanetti, Zini e Cirelli.
Shifter ROK
La Shifter ROK regala un weekend acceso e ricco di battaglie.
La qualifica vede in testa alla classifica Marco Chiarello, capace di realizzare il miglior tempo di 47.495 secondi. Al secondo posto si inserisce Riccardo Rigodanza, seguito da Nicola Rossini, terzo, e Mateo Moni, quarto. Pietro Camerlengo è quinto, davanti a Mattia Rossetti, sesto, Cristian Curti, settimo, Alessandro Merigo, ottavo, Tymoteusz Ksiadz, nono, e Alessandro Risi, decimo.
In prefinale, allo spegnimento dei semafori, Rigodanza beffa Chiarello e si porta al comando, mentre Rossini resta davanti a Moni. Al quarto giro, Chiarello tenta l’affondo su Rigodanza, ma quest’ultimo resiste e riesce a chiudere ogni spazio. All’ultima tornata, Chiarello torna davanti, ma il successivo duello tra i due favorisce Moni, che ne approfitta per portarsi al comando, superando anche Rossini, e vincere così la corsa. Rigodanza chiude secondo, davanti a Chiarello, terzo, e Rossini, quarto. Alle loro spalle si classificano Camerlengo, Rossetti, Curti, Ksiadz, Merigo e Risi.
In finale, ancora una volta Rigodanza ha uno spunto migliore e prende il comando della gara, con Moni, Rossini e Chiarello alle sue spalle. Poco dopo, Rossini supera Moni, mentre quest’ultimo è costretto a difendersi da Chiarello: i due entrano in contatto, favorendo Camerlengo. Chiarello nonostante lo scontro in pista rimane in gara e, nei giri successivi, supera prima Camerlengo e poi Rossini, fino a riportarsi alle spalle di Rigodanza. Dopo un primo tentativo al penultimo giro, Chiarello completa il sorpasso decisivo all’ultima tornata, prendendo il comando e chiudendo ogni spazio. Subito dopo, Rigodanza entra in contatto con Moni, permettendo a Rossini di salire in seconda posizione. La gara si conclude con la vittoria di Chiarello, davanti a Rossini, secondo, e Rigodanza, terzo, mentre Moni è quarto. Seguono Camerlengo, Rossetti, Ksiadz, Merigo, Curti e Risi.
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